Estinzione dei Dinosauri: Una Teoria Scientifica.
Ultimo aggiornamento Sabato 28 Agosto 2010 19:59 Scritto da Raffaele Bonadies Sabato 28 Agosto 2010 00:00
Il Professore Luis Alvarez, un dottore in Fisica, della Berkeley University of California, propose nel 1980 la teoria che un asteroide di 10 km di diametro che viaggiava ad una velocità superiore ai 100.000 km/h avrebbe provocato la scomparsa dei dinosauri, collidendo con il nostro pianeta 65 milioni di anni fa.
Che tipo di danno ambientale, può produrre l’impatto di un simile asteroide sul nostro pianeta? Questo impatto, secondo simulazioni computerizzate, aprì una voragine nell’atmosfera, e rialzò grandi quantità di rocce e polvere, producendo una nube densa, che coprì l’intero pianeta in circa un’ora. Il pianeta piombò nell’oscurità , e iniziò a raffreddarsi, fino a temperature di -30 °C. Nel punto di impatto formò un cratere di circa 200 km largo e 20 km profondo. Sebbene ci siano state nei millenni considerevoli erosioni, i resti di questo impatto sono stati osservati dallo spazio, e più tardi in situ, nell’area dello Yucatan nel sud-est del Messico.
Oltre alla densa nube, vi fu un grande terremoto di magnitudo 13° grado della scala Richter. Le onde sismiche si propagarono in tutto il mondo nel giro di 10 ore, causando giganteschi Tsunami, onde alte più di 100 metri in movimento a una velocità di 800 km/h, che devastarono l’ecosistema nelle aree circostanti.
In seguito ci fu una pioggia di rocce incandescenti, che accesero focolai nelle foreste di tutto il mondo, questi incendi danneggiarono seriamente la catena alimentare. Molte sorgenti di cibo andarono distrutte.
 
Quando il pianeta si ebbe raffreddato, iniziò una breve era glaciale, di circa un anno, il vapore acqueo nell’atmosfera condensò, e produsse grandi e costanti quantità di neve e pioggia ininterrotte per il periodo di un anno.
Quali sono le evidenze fisiche per tale evento? Gli scienziati hanno analizzato il terreno delle ere geologiche ai confini tra il Terziario e il Cretaceo, e hanno trovato un’alta concentrazione dell’elemento Iridio, che è molto comune negli asteroidi. Questa evidenza, supporta le teoria della collisione. In questi confini è stata trovata anche una grande quantità di sfere di vetro, che sarebbero silicati che con le alte temperature si trasformarono in vetro. Questa è un’ulteriore prova a favore della teoria dell’impatto. Ma cosa mostrano le osservazioni astronomiche? C’è qualche evidenza sperimentale per una tale teoria?
La risposta è affermativa, una nube di comete e asteroidi è osservata in quella parte di cielo denominata Nube di Oort, dal nome dell’astronomo che la scoprì. Questa nube è mantenuta in una larga orbita dall’attrazione di gravità del sole. Si calcola che ogni 26 milioni di anni, questa nube di asteroidi e comete attraversa il sistema solare a noi noto, causando impatti devastanti come quello fino ad ora descritto.
Tutti questi fattori: l’alta concentrazione di Iridio, le particelle di vetro globulare ai confini tra Terziario e Cretaceo, la nube di Oort, e la coincidenza di eventi con la sparizione improvvisa dei dinosauri, formano le basi scientifiche per la Teoria della collisione.
Potrebbe un impatto del genere avvenire oggi?
Esistono attualmente più di 1000 asteroidi simili a quello che produsse l’estinzione dei dinosauri, che attraversano l’orbita terrestre. Per esempio nel 1992, ci fu un asteroide che attraversò lo stesso punto in cui la terra era passata sei ore prima. L’impatto è possibile ma improbabile.
Tuttavia, pensando che un evento del genere avviene ogni 26 milioni di anni, possiamo stare tranquilli, con l’andare tempo avremo sicuramente le tecnologie adatte a evitare lo scontro, per esempio si potrebbe bombardare l’asteroide facendolo deviare sufficientemente in tempo dalla traiettoria terrestre.
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